Primo Piano

Primo Piano

 

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1- Cappella dell’Abate (Oratorio privato dell’Abate)
2- Appartamenti dell’Abate
3- Libreria – Biblioteca
4- Dormitorio
5- Foresteria di Sopra (alloggi delle personalità)
6- Noviziato (luogo di studio e alloggio dei futuri monaci) (ascolta il racconto)

  1. Cappella dell’abate

La porta in noce intagliata dava accesso alla Cappella dell’abate; al suo interno le pareti sono decorate con cornici a stucco che probabilmente ospitavano dei dipinti oggi perduti, e il soffitto è a cassettoni. Questa, nel ‘700, veniva anche utilizzata per le vestizioni non “solenni” dei novizi.

  1. Appartamento dell’abate

Preceduto dall’ingresso, dove si potevano ammirare opere di Antonio Zecchi, un corridoio separava le tre stanze dell’appartamento d’estate, oggi eliminato dallo speculare appartamento d’inverno. La prima stanza era destinata ad uso del servitore. La seconda più ampia e con grande camino sulla parete orientale ospitava la “zona giorno”, dove avremmo trovato un dipinto raffigurante la Beata Vergine con Bambino e due quadri, uno con Davide col teschio del Gigante Golia, l’altro con S. Benedetto attribuibili a Giovanni Antonio Burrini (Bologna 1656–1727). La terza stanza, priva di camino, era destinata a “zona notte”, in essa vi erano dieci quadri. Concludeva l’area di pertinenza dell’abate l’archivio o studio.

  1. Libreria / biblioteca

La porta d’accesso alla biblioteca era ornata con pittura a marmo e una statua a mezzo busto di San Benedetto, ancor oggi visibile, Questa occupava sia la parte iniziale dell’attuale percorso espositivo, sia parte del lungo corridoio, oggi chiuso al pubblico, che corre ad essa parallelo e che, fino al 1676, ospitava il noviziato; qui è custodito il “coretto da notte” opera, secondo Bartoli, eseguita su disegno di Sante Baseggio il giovane.

  1. Dormitorio

Il grande dormitorio era costituito da un lungo corridoio a doppia altezza con soffitto a volte a crociera, sul quale si affacciavano da ambo i lati 16 celle contraddistinte da porte decorate a fresco con medaglioni dove sono raffigurati altrettanti santi della Congregazione olivetana.

  1. Foresteria di sopra

Destinata ad ospitare forestieri di alto lignaggio, come testimoniano la cura con cui Rossi la fa risistemare, era composta da cinque camere, tutte con pavimento in terrazzo alla veneziana (tutt’oggi parzialmente conservato e leggibile), con dieci porte le cui sommità erano decorate su con medaglioni dov’erano raffigurati i santi fondatori delle sacre congregazioni Benedettine. La prima e la seconda stanza erano camere da letto, ognuna di esse era dotata di un letto con due materassi, un armadio, un tavolino con otto sedie, e un inginocchiatoio; entrambe erano ornate da otto dipinti raffiguranti altrettanti vescovi olivetani e abati di questo monastero. Le due stanze successive servivano da salottini. La terza camera presentava quattro canapè e un tavolino; le pareti erano abbellite da un grande specchio, e quadri del Cromer (Giovanni Battista Cromer, Padova 1665-1745). La quarta camera, destinata a “Udienza” era dotata di un tavolo con dieci sedie, sulle pareti otto quadri raffiguravano momenti salienti della fondazione dell’ordine olivetano e della costituzione del Monastero rodigino. Infine il quinto ambiente era costituito da: un piccolo tinello con due tavolini con otto sedie e un cantarano; un andito, due alcove, entrambe dotate di un letto, due materassi e due piccoli inginocchiatoi, e da due stanzini. “

  1. Noviziato

Era composto da nove celle per altrettanti novizi, uno spazio comune ove si tenevano anche le lezioni, l’appartamento del maestro dei novizi, quello del “mistro” (sorta di maggiordomo o governante) e dalla “Stanza dell’Argenteria” dove erano custoditi gli argenti del monastero.

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