Piano Terra

Piano Terra

 

  1. Primo Chiostro

Chiamato quadrato chiostro o anche chiostro dipinto. La prima definizione non concerne la forma geometrica, infatti il chiostro è rettangolare, ma piuttosto il fatto che, a differenza del secondo, questo è porticato su tutti e quattro i lati. Il secondo appellativo si riferisce invece alle decorazioni a fresco di cui oggi vediamo solamente qualche labile traccia tra gli archi e la grondaia. In origine tutte le quattro pareti erano affrescate con storie della Genesi racchiuse tra da due fregi con uccelli, mostri, arabeschi, satiri, arpie e mascheroni.

  1. Sacrestia

Vi si possono ancora ammirare un altare in marmo rosso di Verona eseguito nel 1706 e l’affresco in mezzo alla volta del soffitto nel quale viene rappresentato il mistero della Santissima Trinità attribuito alla mano del padre teatino Filippo Maria Galletti. Altri dipinti tra cui una Crocifissione con Vergine, S. Giovanni e Maddalena; dieci quadri raffiguranti S. Bartolomeo, S. Benedetto, i quattro evangelisti e i quattro Dottori della chiesa, sono oggi andati irrimediabilmente perduti.

  1. Refettorio

Da una porta incorniciata da elementi in laterizio sormontata da un timpano, al cui centro è collocata la figura a mezzo busto di S. Bartolomeo si accedeva al Refettorio; qui, tra le due finestre, si poteva vedere un dipinto raffigurante Cristo con gli Apostoli attribuito a Giuseppe Maria Crespi; una deposizione di Cristo, con la Vergine, S. Giovanni e la Maddalena, e dieci quadri raffiguranti altrettanti santi della religione olivetana.

  1. Cucina

Questa era dominata da un grande camino ai cui lati erano poste due caldaie, un forno e un fornello Vi si trovava inoltre una mastra per fare il pane in noce; un tavolone, sopra di cui si stendeva la pasta, più credenze per utensili, piatti, stoviglie, tovaglie e tovaglioli.

  1. Foresteria dell’orto

Detta anche Foresteria “da basso” o “dell’orto”, costituita ancor oggi da un lungo e alto corridoio, con soffitto a volte a crociera, che corre parallelo al portico. Da esso nel ‘700 si accedeva al tinello, a due camerini e a tre camere civili. La prima stanza, destinata a tinello, era provvista di una grande tavola e da alcuni tavolini. I camerini, sprovvisti di camino a differenza degli altri ambienti, erano comunque dotati di armadio, letto con copertina e cassetta. Le ultime tre camere disponevano di armadio, inginocchiatoio, cassetta, tavolino, “acquasantino” e un letto con copertina. Nell’ultima stanza erano presenti sei quadri, di cui del Cromer, e i contorni di tutti i camini a finto marmo erano opera del pittore bolognese Alberoni.

  1. Camerone foresteria / Teatro

Si trattava di una grande stanza adibita ad ospitare indistintamente i forestieri, al cui centro troviamo due colonne in pietra d’Istria. Nel 1737 questo spazio venne adibito a teatro con scene dipinte da Giuseppe Olivieri

  1. Chiostro delle Legnare

Prende il nome dalle Legnare, un basso edificio che chiudeva a mezzogiorno il secondo chiostro, demolito nel XIX secolo, che era adibito a rimessa e laboratorio per carri e carrozze; è ancora visibile il selciato in ciottoli e mattoni a spina di pesce, che costituivano le guide per i carri.

  1. Camera del Carrozziere

Destinata ad alloggio del servitore addetto alla manutenzione dei carri e delle carrozze era separata dalla Legnara da un androne che, nel ‘700 metteva in comunicazione il secondo chiostro con l’orto.

  1. Cortile delle Stalle

Così chiamato perché su di esso si affacciavano le due stalle. Come il precedente chiostro era anch’esso selciato con ciottoli per rendere il passaggio dei carri e delle persone più agevole specie nei periodi piovosi.

  1. Cantina

L’edificio era, al piano terra, adibito a cantina, mentre il piano superiore veniva usato come deposito. Nella cantina veniva conservato in grandi botti il vino prodotto nelle varie possessioni del monastero. Questa ala è ancor oggi divisa in due parti da un androne di passaggio che dà su via Giro, da dove nel ‘700 entravano i carri che rifornivano il monastero di derrate alimentari e materiali vari. La parte più settentrionale di questo fabbricato coincide con il sito in cui sorgeva parte della duecentesca Domus umiliata.

  1. Stalle

Originariamente erano due edifici paralleli, quello meridionale ad un solo piano venne demolito nel XIX secolo come le “legnare”, che ospitavano circa mezza dozzina di cavalli di varie razze adatti alle diverse mansioni (da tiro, da sella, etc); il piano superiore dell’edificio settentrionale era adibito a fienile e deposito.

  1. Appartamento dell’abate di successione

Qui alloggiavano l’abate di successione, cioè colui che sarebbe succeduto all’abate Rossi nel governo del Monastero Don Pier Andrea Redetti, con il padre, Don Placido Andrea, Priore della Madonna dei Sabbioni.

  1. Celleraria

Vero cuore economico del monastero, in essa alloggiava e aveva i suoi uffici il Padre Cellario cioè il monaco incaricato di amministrare i ricchi possedimenti del cenobio; l’ultima stanza era probabilmente adibita ad archivio del Monastero.

  1. Infermeria / Farmacia

Un ambiente destinato alla cura dei malati e alla preparazione di medicamenti distribuiti anche alla popolazione cittadina che ne faceva richiesta.

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