Le Origini

 

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Le Origini

Domus Umiliata (1255 – 1474)

Gli Umiliati, Movimento Evngelico laico nato in Lombardia nella seconda metà del XIII secolo tra i lavoratori della lana, si raccoglievano in domus (case) vivendo in povertà, in un regime semi monastico.

Nella prima metà del ‘200 si assiste ad un fiorire spontaneo di comunità umiliate in molte località del nord Italia, tra cui Lendinara e Rovigo.

Il 10 giugno 1255 Gugliemo, Vescovo di Adria, concede a Frà Paglia, molto probabilmente il presidente laico della comunità umiliata rodigina, l’autorizzazione ad erigere una chiesa ad onore della Vergine Maria e di San Bartolomeo Apostolo, contigua alla domus.

La comunità umiliata rodigina era composta da una domus di frati e suore; dalla chiesa che si trovava presumibilmete nell’edificio che dà sull’attuale via G.Giro, e da numerose famiglie esterne che gravitavano attorno alla casa.

La fine del XIII secolo vide le Comunità Umiliate, tra cui quella di Rovigo, trasformarsi prograssivamente in monastero con la perdita di quello spirito laicale che era stato all’origine del movimento. Un secolo dopo il piccolo monastero rodigino, che contava un numero variabile tra i tre ed I cinque frati, iniziò un graduale declino, tanto che il loro numero si ridusse ad un solo monaco e, nel 1436, con la partenza di frate Giovanni, risulta abbandonato.

Le vicende dei successivi quarant’anni non sono del tutto chiare; di certo sappiamo che la prepositura di San Bartolomeo venne data, nel 1444, in commenda al vescovo di Adria, Bartolomeo Roverella, che ne risulta essere commendatario ancora nel 1474, quando rinunciò a tale beneficio rimettendo la prepositura nella mani del Papa Sisto IV.

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